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centopassi
the house of the rising sun
 
 
 
 
           
       

Un evento imprevisto può cambiare radicalmente la visione del mondo e delle passate esperienze, se in fondo al cuore si è sempre saputo che nulla è affidato al caso.

Dopo non ci rimane che spendere bene il tempo che ci è stato concesso, facendo del proprio meglio ricordando il passato, guardando al futuro ma vivendo nel presente.

Vivere sapendo che l'oscurità deve finire, che sorgerà un nuovo giorno con il sole ancora più luminoso...
Le persone delle grandi storie hanno molte occasioni per tornare indietro, ma non lo fanno mai, perchè loro sono aggrappate a qualcosa.
Noi a cosa siamo aggrappati?
C'è del buono in questo mondo, è giusto combattere per questo, per la bellezza della vita, come fosse l'ultima prima dell'eternità.



Capire che ognuno di noi sarà salvato, capire che ogni istante che viviamo non andrà perduto nel nulla, capire che siamo ombre vaganti in un mondo di sole...

Cerco l'inifinito, desidero l'infinito, pretendo l'infinito, in questa vita o nell'altra.



Sono stanco di vedere un multicolore blog di fantasia.

contattatemi qui:

solo messenger: tyler885@hotmail.com




l'italiano non mi basta.


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29 novembre 2005

una lettera (attenzione miele)


Cara XXXXXXX,





Scusami se ti scrivo da un freddo computer,
ma è più facile e più veloce, avendo poco tempo e dovendoti dire molte cose
sono costretto a rinunciare al calore di una lettera scritta a mano.



Anche se forse in questi
momenti mi vedi fuori da quello che vivi, io in realtà capisco perfettamente
ciò che stai vivendo, e ciò che sta vivendo Enrico. Ci sono passato anche io, e
Dio solo sa con quale intensità e con quale frequenza.



Quando dovevo separarmi
da Martina, spesso la notte avrei voluto strapparmi di dosso il mio corpo e
andarmene da un’altra parte, perché lì eravamo io e la mia sofferenza, dannatamente
soli.



Una dipendenza fisica e
psicologica a tutti gli effetti, sai che ti fa male, eppure non riesci a farne
a meno.



Come buttare un pacchetto
di sigarette ancora pieno dalla finestra, come buttare l’alcool nel lavandino o
le siringhe in un burrone…



Liberarsi dalla
dipendenza fisica prima, e poi da quella psicologica, che è la più terribile.



E poi riprendere
coscienza di sé stessi, di ciò che si vale, del mondo che ci circonda, pieno di
gente confusa, inquieta ed angosciata…



Capire che il mondo non
ruota intorno ad una persona, e nemmeno a sé stessi, ma attorno ad un qualcosa
che lascerà libero il mondo di ruotare
nel senso sbagliato, pur continuando in ogni momento a sussurrargli che l’amore
è l’unica cosa che conta davvero nell’eternità.



L’amore puro, quello che
ti fa dire “Voglio che lui sia felice, e la sua felicità non dipende da me.” O
anche “voglio essere felice, ma la mia felicità non dipende da lui.”



La felicità non dipende
da noi xxxxxxx. La bramiamo con tutte le nostre forze, ma troppo spesso la
confondiamo con piaceri del mondo. Piaceri che sono sempre inevitabilmente
destinati a deluderci, più o meno brutalmente.



E quando l’illusione
della felicità è data da una persona, ci andiamo vicini, perché effettivamente
noi cerchiamo una persona in particolare, quella che ha vinto ogni male
rendendolo un bene.



Ci andiamo vicini, ma
sbagliamo di nuovo, perché non è una sola persona che ci può dare la felicità
che cerchiamo.



Cominciamo a vivere di
sogni, e contemporaneamente muoriamo dentro, perché la realtà è l’unica cosa
con cui possiamo confrontarci per crescere, e quando questo confronto viene
sviato dai sogni eccoci immersi in un mondo fittizio, fatto prevalentemente da
grosse delusioni e desideri infranti.



Allora cominciamo ad
odiarlo questo mondo così cattivo con noi, più ci proviamo e più lui ci frega e
ci spezza. Finchè un giorno non ci troviamo completamente a terra, e a quel
punto chiediamo aiuto disperatamente, simili a mendicanti sulla strada.



Quel mondo che stavamo
odiando ce lo eravamo creati noi, giorno dopo giorno, grazie alla nostra
abilità nel vedere nessi e cause inesistenti, dimenticando che anche solo
svegliarsi sani al mattino non dipende da noi.



Da quello che scrivo
potresti pensare che sono troppo astratto, o peggio che io sia una persona astratta, spirituale, che non
vede il mondo com’è davvero…



E invece sono e sono
sempre stato un ragazzo concreto, dannatamente concreto, ho cercato ovunque
quella serenità, quella letizia di cui tutti parlano.



Farsi problemi non è solo
negativo: denota intelligenza e sensibilità. Bisogna solo capire come farseli,
in che modo possono essere sfruttati a nostro vantaggio. Ogni qualità può
essere usata male, diventando un difetto.



Che differenza c’è tra
cocciutaggine e caparbietà? Ovvero testardaggine e tenacia?



Sono sinonimi, aggettivi
caratteriali, ma da come li usi diventano pregi o difetti. Ogni nostro pregio
può diventare un difetto se usato male, non so se ci sono pregi o difetti
universali…



Farsi problemi ed essere
sensibili sono la stessa cosa, per noi una benedizione ed una maledizione allo
stesso tempo.



Una maledizione perché
spesso vediamo cose che non ci sono, problemi che non esistono, situazioni
insormontabili in cui non abbiamo nessuno ruolo.



Una benedizione, perché
per noi la vita non sarà mai scontata, banale, stupida. Perché noi vediamo più
colori, sentiamo più emozioni, quando siamo felici lo siamo il doppio e anche
quando siamo tristi, viviamo al limite, in un punto sul confine dove la maggior
parte della gente non può e non potrà mai arrivare.



Anche solo poter scrivere
questa lettera, avendo fatto una scuola tecnica e dieci anni di scuola
francese, è un privilegio per me, molti non possono scrivere una lettera simile
anche dopo aver fatto il classico…



Certo formalmente loro
sono più capaci, ma il sentimento non è tra le materie che si imparano a
scuola.



Mi sto dilungando in cose
che non c’entrano, se potessi ti scriverei tutta la notte, e poi tutto il
giorno di nuovo… La lettera più lunga che ho scritto l’ho scritta a Makenda,
era lunga sedici pagine. Starai leggendo in questi giorni sul mio diario le
strane vicende che in quel periodo ci accompagnarono, ti racconterò tutto forse
un giorno…



Insieme a questa lettera
che vorrei non finisse mai ti mando il testo che ho scritto per il concorso
letterario, sono arrivato secondo, la vincitrice era fidanzata con un
mussulmano, per questo l’hanno fatta
vincere trattandosi di un concorso per l’amicizia tra i popoli italiani e
mussulmani. Inoltre il mio testo parla di realtà, il suo invece parla di
speranza. Sono capaci anche gli imbecilli di parlare di speranza, di sogni.



Spero si ritrovi presto
sposata, insieme alle altre mogli dello stesso marito a fare da bambinaia.



L’altro testo, quello
colorato, è uno di quelli selezionati del mio blog. Spero che un giorno
lo leggerai, il tuo giudizio mi sarà utile e per me conta
moltissimo.



Sei stata molto simpatica
a dirmi quella bugia sull’anello che portavi. Non so come sarebbe andata se non
me l’avessi detta, forse avrei capito prima quel che ho capito dopo… ma te ne
sei liberata oggi perciò ora non fa più differenza.



Anche io possiedo oggetti
regalatomi dalle mie ex, ma dopo l’esperienza di Martina ho imparato ad
apprezzare le cose semplicemente come cose e non come ricordi scomodi di cui
disfarsi. Se te ne sei disfata è perché forse in fondo in fondo non ti piaceva,
altrimenti lo avresti considerato tuo e basta.



Avrei voglia di scriverti
ancora mille cose ma devo andare, e non posso rimandare la spedizione
altrimenti non riceverai più niente…



Ciò che ti ho detto
scendendo dal castello lo considero ancora vero: vedrai che la strada per te
sarà in discesa da ora in avanti. È vero, il dolore ci sarà ancora, la
sofferenza, i momenti tristi. Ma ti accorgerai molto presto che alla fine le
grandi storie finiscono bene, e questa certezza ti darà una speranza che
nessuno ti potrà più togliere. Poi con il Livio così vicino tra un po’ sarai tu
a spiegarmi tutte queste cose, vedrai!



Spero di vederti presto e
di non averti annoiata a morte, scriverò meglio in futuro, quando un po’ di
oscurità si sarà diradata come la nebbia al mattino, quella nebbia che ti piace
tanto…



Ti abbraccio forte, e
certe volte penso che se potessi tornare indietro a quella seconda notte ti
bacerei fino a farti piangere di passione.



Ma se l’avessi fatto ti
avrei persa per sempre, ne sono convinto.






Sinceramente tuo, Cento (alias:
Enrico)





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27 novembre 2005

life

Non mi sono mai sentito così vivo. O se mi ci sono sentito è stato molto, molto tempo fa.

Ci siamo visti, mi ha raccontato moltissime cose. Mi sono sentito molto piccolo di fronte a lei, perchè lei vedeva oltre.
Raccontava di sentimenti e sofferenze come solo io credevo di saper fare.

Per la prima volta vedo un fiore bellissimo e non voglio coglierlo, non voglio che appassisca nelle mie mani, senza le sue radici.

Voglio che rimanga dov'è, così che io possa apprezzarne la bellezza per sempre, non chiedo altro che questo.




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24 novembre 2005


Non corrisposto.

Beh dovrei essere contento, per uno che scrive essere innamorato non corrisposto è uno degli stati pieno di ispirazione...
darò il meglio di me con ogni probabilità.

Almeno su una cosa mi conosolerò, se mi riesce bene...





Qui sento il freddo, l'ultimo sole ci sta salutando prima di nascondersi tra le montagne.
La notte scende presto, l'oscurità nasconde i ricordi di giorni lontani.

Mi piaceva vederti felice.

Mi piacerebbe di nuovo.

Da solo mi getterò nella neve, e mi nasconderò nel bianco. Guarderò il cielo e ricorderò di essere stato bambino, per sempre.





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23 novembre 2005

perchè sei tu?

Ero un fatalista.

"mi è successo questo, mi è successo quello... le cose mi vanno male... qualcuno mi vuole male..."

e di conseguenza l'unica emozione possibile diventa la tristezza.... e uno piano piano smette di vivere, di prendersi i meriti per qualsiasi cosa buona che gli riesce...
Poi magari dici: "va tutto male, ma almeno questa cosa deve andare bene!"
e invece tutto si distrugge.
o meglio: distruggi tutto, perchè non ci si può concentrare su una cosa sola...

Facile scaricare le responsabilità al fato, al destino... difficile riprendere in mano tutto e capire gli errori commessi, le responsabilità, la buona intenzione, i minimi risultati raggiunti...
Ma si può, si deve.
Altrimenti il vortice andrà via via aumentando, e si finisce a chiudersi completamente, come un riccio... come certe persone che si parlano per strada e non si ascoltano tra loro, si insultano e non si guardano.

Io penso di essermi salvato al pelo, al limite del baratro, avrei inevitabilmente compromesso il mio futuro.

Poi quando ci si innamora davvero è come gettare benzina su un fuochino debole debole...facendolo diventare un grosso incendio... un fuoco di paglia? forse, ma se deve bruciare brucerà.

E poi la colpa è sua, io ero tranquillo nella mia brodaglia a sguazzare cercando di uscirne un passettino alla volta... avevo appena chiuso una storia, orgoglioso del mio buco di vittimismo... e lei con gli occhi mi ha trascinato fuori come una calamita...

Ed ora come tante donnine allegre mi ritrovo a camminare cantando sotto una pioggia di petali di rosa in un mondo a forma di grande cuore...

e in momenti come questi si diventa banali, ripetitivi, le solite ciance sul grande amore e blablablabla...
no, decisamente quello stile non fa per me.



solo che...Vedo nei suoi occhi l'eternità del mio desiderio d'amore...




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22 novembre 2005

perchè il tempo passa



me ne ero dimenticato di questo... non so se si vede...




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20 novembre 2005

my life has been changed

Tutto è cambiato. ho scritto ogni cosa sul mio portatile, lo leggerete nei prossimi giorni.




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17 novembre 2005

evolution

Sono a milano, ieri alle sei è venuta una ragazza che conoscevo poco perchè voleva chiedermi alcune cose su mio fratello...

All'inizio pensavo sarebbe rimasta poco, ci siamo seduti in una via laterale e abbiamo cominciato a parlare. Anzi, ha cominciato a parlare, e io facevo alcune domande.
Mi ha raccontato gli eventi principali dei suoi ultimi due anni, una serie di sfortunati eventi...
Vedendo che le cose si prolungavano le ho proposto di andare a bere qualcosa, siamo entrati nel primo bar lì vicino e ci siamo seduti faccia a faccia.

Abbiamo continuato a parlare, senza sosta, ho riso molto mi sembrava di essere tornato in prima superiore... Avevamo moltissime cose in comune, all'inverosimile...

Le ho chiesto se veniva a mangiare qualcosa, siamo andati in una pizzeria economica cinese,  veramente un posto orrido, ma ci siamo divertiti.

Infine l'ho riaccompagnata sotto casa, erano le dieci e quarantacinque, a quel punto eravamo più silenziosi e abbiamo parlato di argomenti più leggeri rispetto a quelli affrontati in precedenza...

Nessuno di noi si aspettava nulla del genere... o aveva programmato qualcosa di simile...
E da quando l'ho salutata non penso che a lei.

Sono sbalordito, stupito, inaspettatamente contento e ancora incredulo...

Non so più che dire davvero, è come se avessi vissuto tutte quelle disavventure (capendo i miei errori) per poter incontrare lei ieri.
Mi rendo conto solo ora della gabbia in cui stavo con la mia ex...

Tutto questo è pazzesco...




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15 novembre 2005

seraching something special

C'è una forma di dipendenza dagli effetti ancora misteriosi... Io ne sono affetto con tutto me stesso...




I need it, i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it, i need it i need it, i need it, i need it.

Bella l'immagine... Bionic riesce sempre a trovare i colori che mi servono.




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13 novembre 2005

esistevo già ieri




Nella mia mente sono affacciato alla finestra, fumo una sigaretta guardando la montagna che fissa lo scorrere della mia vita da quando ero bambino... vedo mille anni di cielo sopra di lei...
Nella mia mente urlo il mio amore e la mia tristezza in una stanza grigia e senza finestre, urlo attraverso un microfono la tristezza che mi pervade trasformandosi in rabbia...
Nella mia mente mi dissolvo nell'aria, esco dalla serratura della porta chiusa a chiave e silenziosamente scivolo via, lungo le scale, e mi unisco al viaggio del vento, verso le terre dei sogni lontani...
Nella mia mente nascondo il mio volto sotto le coperte e mi stringo riparandomi dal freddo, ma l'inverno ha ormai raggiunto la mia anima e il mio letto è solo la mia tomba di ghiaccio...
Nella mia mente mi risveglio durante la notte con il cuore angosciato... lei c'era, lei c'era, i suoi occhi scuri, i suoi capelli neri... lei c'era...
E come un incubo svanirà nella memoria della notte, lasciando lo spazio ad una nuova musica... per cominciare un nuovo ballo, una nuova danza, su una pista così lontana che forse nemmeno esiste...






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11 novembre 2005

let's go!



La maggior parte della gente è maledettamente confusa. Anche io sono confuso ora, maledettamente confuso.
Odio essere confuso.
non posso fare a meno di immaginarmi quello che potrei fare in futuro, ma una prospettiva mi sembra irraggiungibile quanto le altre, o inadatta e adatta nello stesso tempo.
Ho come l'idea che mi debba capitare per forza qualcosa che mi faccia capire, ma dentro di me so che per capire devo muovermi subito, con piccoli gesti che tornano utili a me e ad altri...

Però due cose le ho capite: sono stato per mesi chiuso nei miei piccoli sogni, che si sono disgregati tutti a poco a poco (come il blog, amicizie)e poi improvvisamente (università, salute, ragazza). Ora per ricominciare devo per forza mettermi nelle mani di qualcuno che nella vita è davvero felice, e non li devo mollare come ho fatto in passato. Per ora ho in mente due persone: mio zio Livio e Mauro, il primo è il miglior prete della valtellina e uno dei migliori in circolazione, il secondo è sposato con tre figli. entrambi sono le persone più felici che io conosca.
Quando penso a loro mi sento meglio, perchè so dove trovare le risposte migliori alle mie domande più grandi.
avete in mente la parabola dei talenti? quelli che li fanno fruttare e quello che li seppellisce per paura di perderli?
Ecco mio zio ha detto che i talenti si possono anche affidare ai banchieri per farli crescere, e i banchieri sono persone che ti guardano dentro e vedono cosa c'è che non va, solo con loro sei al sicuro in tempi come questi in cui la maggior parte della gente è confusa, intorpidita, distratta, rassegnata, triste o incazzata.




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