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centopassi
the house of the rising sun
 
 
 
 
           
       

Un evento imprevisto può cambiare radicalmente la visione del mondo e delle passate esperienze, se in fondo al cuore si è sempre saputo che nulla è affidato al caso.

Dopo non ci rimane che spendere bene il tempo che ci è stato concesso, facendo del proprio meglio ricordando il passato, guardando al futuro ma vivendo nel presente.

Vivere sapendo che l'oscurità deve finire, che sorgerà un nuovo giorno con il sole ancora più luminoso...
Le persone delle grandi storie hanno molte occasioni per tornare indietro, ma non lo fanno mai, perchè loro sono aggrappate a qualcosa.
Noi a cosa siamo aggrappati?
C'è del buono in questo mondo, è giusto combattere per questo, per la bellezza della vita, come fosse l'ultima prima dell'eternità.



Capire che ognuno di noi sarà salvato, capire che ogni istante che viviamo non andrà perduto nel nulla, capire che siamo ombre vaganti in un mondo di sole...

Cerco l'inifinito, desidero l'infinito, pretendo l'infinito, in questa vita o nell'altra.



Sono stanco di vedere un multicolore blog di fantasia.

contattatemi qui:

solo messenger: tyler885@hotmail.com




l'italiano non mi basta.


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4 marzo 2005

passo numero uno.

Non ricordo più quando ormai, anni fa, doveva essere marzo o aprile, l'anno non andava bene, come al solito... Forse era la seconda superiore, mi trascinavo tutto il pomeriggio sui libri fingendo di studiare, disegnavo o scrivevo o ascoltavo solo musica.

Quella sera si alzò il vento. Un vento non freddo, non caldo, un vento leggero leggero sulla pelle ma continuo, un pò più forte, un pò meno, una carezza, un soffio... Mi ero affacciato alla finestra mentre il cielo si scuriva. In lontananza un uccello in volo solitario verso qualche remota destinazione, chissà cosa vedeva, chissà se mi vedeva, un ragazzino col lettore cd che ascolta la musica di braveheart immaginandosi di veder passare draghi indifferenti...

Gli si deve essere presentata una scena insolita poi... perchè quel ragazzino è sparito dalla finestra rientrando in casa, e dopo alcuni istanti è ricomparso sul balcone della soffitta con la giacca... e... un diario in mano. Un pazzo! Era quasi buio, nonostante ciò quel pazzoide si stava arrampicando sul tetto di casa sua! ma a fare che!?? Si siede sulle tegole e comincia a scrivere...

Non potevo perdermi assolutamente quel vento, era una sera unica, di quelle che sembra tutto perfetto, malinconicamente perfetto, il vento, la luce, le nuvole, i rumori lontani e le prime stelle... tanti problemi sulle spalle tanti ricordi nel cuore una penna in mano e un diario sulle gambe, e ho scritto, non vedevo niente ma ho scritto, ricordato, sognato e vissuto.

Ho trascritto la realtà che mi circondava raccogliendo da me e dal mondo ogni singolo pezzo, componendolo come un mosaico. Un pezzo singolo non significa nulla, ma tutti i pezzi insieme costruiscono. Amore e bellezza.

E l'ultimo pezzo, questo, che sono qui a raccontarvi, fa ancora parte di quel mosaico, ed è uno dei pezzi che preferisco... il racconto....

Quello che scrissi quella sera lo possiedo ancora, ho tenuto tutti i miei diari delle superiori: 5 anni 5 diari, forse trascriverò qualcosa ogni tanto...

Vado a casa, saluti




permalink | inviato da il 4/3/2005 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


 

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