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un giorno di ordinaria follia.

 

"dai andiamo, vengo con te, lo faremo insieme!"



guardavo Turcatti negli occhi, guardavo quei suoi piccoli occhi neri senza espressione dietro a quegli occhiali tondi che gli davano un aria da vero secchione, lui, che anche studiando tutto il giorno aveva una pagella peggiore della mia.



"no, ma tu sei matto, tu sei matto!"



Non si sarebbe mai mosso dalla sua sedia Turcatti. era l'unico amico che avevo, gli altri erano troppo distratti, veloci, abitudinari per essere miei amici. Turcatti diceva sempre di si, eravamo amici io e lui, perchè non ne avevamo altri. a lui andava bene che decidessi io, a me andava bene di decidere, così si parlava del più e del meno cercando di cavarcela in qualche modo, all'itis, classe seconda, anno. 2000



da quel giorno capii che era un coniglio.



tutto accadde le ultime due ore del sabato, avevamo disegno e tecnologia meccanica. interrogazione a sorpresa, nessuno aveva aperto libro.



"Acquistapace Laura, Incani stefano, interrogati."



Scena muta, Laura che non era mai impreparata aveva negli occhi quella paura che ha un bambino quando non ha fatto i compiti, era sconvolta. Ed ero sconvolto io con lei, mi piaceva, mi piaceva tanto Laura, e vederla così mi distrusse.



Incani rideva, quell'anno verrà bocciato, l'abitudine ai tre in pagella gli aveva permesso di stare bene, di riderci sopra.



"Portatemi il diario"



Da far firmare ai genitori: "Comunico che Laura è impreparata, voto: 2, firma: Delle Grazie"



Aveva gli occhi lucidi Laura, avrebbe pianto a casa. nessuno aveva studiato quel giorno, ma lei aveva pagato per noi.



Tutti i miei compagni si sentirono sollevati, un sospiro di sollievo, stavolta non era toccato a loro, il pericolo era passato.



ma io la guardavo, guardavo i suoi occhi smarriti cercando una soluzione, pensando a cosa potevo fare... e mi venne un idea.



"Turco! ho un idea senti, vieni con me dalla professoressa, cerchiamo di convincerla a togliere il voto alla Laura, le portiamo il diario e le diciamo che vogliamo anche noi l'impreparato!"



Dovunque fossi andato Turcatti sempre mi aveva seguito. Quel giorno avevo davvero bisogno di lui, ma non si mosse, non si mosse di un millimetro. leggevo il terrore nei suoi occhi, e chissà, probabilmente pensava anche che fossi un pazzo. pazzo d'amore.



"ok, allora ci vado da solo."



"ma sei matto..."



mi alzai con il diario, andai dalla professoressa in un momento di distrazione generale, nessuno ci fece caso.



"anche io non ho studiato, non sapevamo si dovesse studiare. Anche io merito un due sul diario."



"non sei stato interrogato De Petri."



"Ma non sapevo interrogasse, e non è giusto che lo dia solo a loro, anche io lo merito."



"torna al posto De Petri."



Ci tornai rassegnato. avevo tentato, non potevo fare di più. Non sapevo che cosa dire...



passarono alcuni minuti, dovevamo fare qualcosa, non ricordo cosa. ma ad un certo punto...



"Acquistapace, Incani, portatemi il diario. De Petri... avevi ragione, ringraziatelo."



 


 


voti cancellati.

Pubblicato il 3/11/2004 alle 2.16 nella rubrica passato.

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